Carnevale, la sfida ad essere quello che si è - Farmacia Roggia

Carnevale, la sfida ad essere quello che si è

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Carnevale la sfida ad essere quello che si è: vedremo perchè. Con i tempi che corrono, almeno una volta all’anno è lecito uscire da se stessi e folleggiare senza vincoli. E’ questo il fil rouge che lega i coriandoli di Carnevale ai saturnali e alle feste dionisiache in uso per ingraziare e salutare l’arrivo della primavera. Anche oggi è attuale, nonostante il dramma del Covid, per riscaldare un consumismo sempre a corto di opportunità; invece avremmo ben altri recapiti cui indirizzare trombe, trombette e petardi.

Una strombazzata la dedicherei al cielo affinché non perda di vista i bisogni dell’uomo e della società. Nessuno provi a scipparci la vicinanza tra i nostri vicini, la libertà di andare e l’inverno da vivere. L’uomo è un essere sociale che si nutre di pane, ma anche di relazioni e quindi di lavoro. Se la pagnotta appaga il corpo, è l’azione e il fare a saziare la mente. E visto che nasce libero e ogni sua limitazione, fosse pure una strada disastrata e lentamente ripristinata, resta sempre un abuso di altri tempi. Il montanaro con la cura della neve, altrove malvista, difende il suo pane durante l’inverno e quello degli altri durante il disgelo.

Un’altra trombetta la indirizzerei ai conduttori del Paese affinché non deroghino al dovere di essere, saper essere e saper fare il bene della comunità. Si smetta di ciurlare nel manico forzandoci a preferire l’apparenza alla sostanza, a confondere il prestito con il dono, i virus con gli affari e il tira tardi del tunnel del Col di Tenda con i capricci della montagna.

Le origini del Carnevale

Il termine carnevale – da carnem levare – parla di banchetto d’addio alla carne, ai bassi interessi che si celebravano il martedì grasso, la sera prima del mercoledì delle Ceneri: il giorno che apre alla Quaresima, al tempo dell’astinenza e della penitenza.

Carnevale non è una istigazione a vivere nei Paese dei Balocchi. E’ un’ opportunità per l’errante di risalire gli abissi, purificarsi una volta fuori da essi, per partecipare alla Resurrezione.

E cos’è questa discesa e salita se non il viaggio che l’uomo fa in se stesso? Lo fa per calarsi nel cuore, contabilizzare le malefatte, i tradimenti e le vigliaccherie, per riemergere deciso a fare di più e meglio quello che stava mal facendo!

Il significato del Carnevale

Adulti incalliti, se per decenza non volete osare, travestitevi da Zorro, Batman o Spiderman e fate bene il bene che pur vi appartiene. Resterà la grande alchimia di aver trasformato il male, le scorie, l’immondizia, il ciciu in nuova energia, in fuoco dello spirito capace di bruciare ogni scarto in cose buone, di trasformare i vili metalli in oro, quello che non vale in ciò che vale.

Carnevale è una sfida ad essere quello che si è, e non quello che una maschera può nascondere.

La festa, la società assegna ai singoli partecipanti la piena responsabilità individuale di attribuirsi il ruolo desiderato, ma chiede in cambio la prova, la mascherata, la consapevolezza delle proprie possibilità e del aver capito il ciclo vita-morte con le sue periodiche evoluzioni alla pari della natura. Per non dire che il clima festoso tra visioni di cambiamento, aneliti di gioia, liberazione e pace dell’anima fa da utero al frutto dell’incontro tra il grande desiderio di donare e il grande desiderio di ricevere. 

Savino Roggia

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